martedì 29 dicembre 2009

la mia maestra

27 anni fa la mia maestra Luigia Alma Robustelli della Cuna in Lauricella se ne andava e tu - Giuseppe - hai raggiunto la tua sposa proprio in questi giorni
lascia che io possa pensare che - la nostra amata maestra delle elementari - dopo un grande abbraccio, ti stia già interrogando
tu Valeria dammi questo angolo per ascoltare quel biondino dagli occhi azzurri e buoni, così ripasso anche io

allora...

I
Fratello, ti do noia ora, se parlo?»
«Parla: non posso prender sonno». «Io sento
rodere, appena...» «Sarà forse un tarlo...»

«Fratello, l'hai sentito ora un lamento
lungo, nel buio?» «Sarà forse un cane...»
«C'è gente all'uscio...» «Sarà forse il vento...»

«Odo due voci piane piane piane...»
«Forse è la pioggia che vien giù bel bello».
«Senti quei tocchi?» «Sono le campane».

«Suonano a morto? suonano a martello?»
«Forse...» «Ho paura...» «Anch'io». «Credo che tuoni:
come faremo?» «Non lo so, fratello:

stammi vicino: stiamo in pace: buoni».
II
«Io parlo ancora, se tu sei contento.
Ricordi, quando per la serratura
veniva lume?» «Ed ora il lume è spento».

«Anche a que' tempi noi s'aveva paura:
sì, ma non tanta». «Or nulla ci conforta,
e siamo soli nella notte oscura».

«Essa era là, di là di quella porta;
e se n'udiva un mormorìo fugace,
di quando in quando». «Ed or la mamma è morta».

«Ricordi? Allora non si stava in pace
tanto, tra noi...» «Noi siamo ora più buoni...»
«ora che non c'è più chi si compiace

di noi...» «che non c'è più chi ci perdoni».

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